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lunedì, 24 agosto 2009



Il linguaggio poetico agisce sulle facoltà evocative
ed immaginative di colui che legge.
Grande responsabilità è lasciata al lettore di poesia, perchè
egli stesso deve decidere il significato e la verità
del linguaggio.

Il linguaggio filosofico supera il linguaggio poetico.
La filosofia stabilisce il metodo con il quale l'individuo può,
con i suoi mezzi, stabilire significato e verità del linguaggio.
La filosofia è propedeutica alla poesia.

Il filosofo è poeta.
Omero e Platone coincidono.




Postato da: LeoPazienza a 11:42 | link | commenti |

martedì, 18 agosto 2009



Fernanda Pivano
(18 luglio del 1917 - 18 Agosto 2009)

Postato da: LeoPazienza a 20:05 | link | commenti (1) |

lunedì, 10 agosto 2009


Ti piacerebbe essere amata così?
Di un amore che mai nessuno.
Come nelle immagini che vedi se ti lasci cullare
dal tempo inutile
quella dove la finzione ti sottrae alla tua miseria
e ogni principe non ha peli sul petto
ne chili di troppo
eppure basta guardarsi attorno
pelati panzoni pelosi e tu a pecora
anelante senza amore senza gloria
solo mediocri orgasmi d'agosto

Postato da: LeoPazienza a 21:31 | link | commenti |


SULLA FOLLIA L'UOMO E LA BESTIA


I filosofi che ho conosciuto fin ora erano dei grandi col pensare.
Però tendenzialmente sfigati. Brutti. Poco socievoli.
Io con loro differisco in questo. Sono un figo. E posso scoparmi tante donne.
Più sei figo più ti puoi scopare le donne.

Se sei tanto figo, tutte le donne gradirebbero esser scopate da te.
Ecco perchè la mia filosofia supera il nichilismo. Erge a regina la carne
come sintomo di piacere e benessere.

Che trattiene la libertà è soltanto la paura.
La conseguenza finale è la guerra violenta ed aspra di tutti contro tutti.
L'apice dell'evoluzione coincide con l'origine.
Si afferma l'animale.
Voi esseri occidentali che da secoli divinate la razionalità. Io nouvel Dioniso
discepolo di Nietzsche, vi dico che è la follia l'unica differenza.
Non è la ragione che ti rende uomo e diverso dagli altri animali. Ma la follia.
La follia che ti è stata fedele compagna nei secoli dei secoli e ti ha spinto
a cercare dio, le streghe, ma anche il dogma, la fede.
GIà solo il credere che la razionalità sia qualcosa di affidabile è il primo sintomo
della tua miserabile follia.
Certo la libertà non libera dal dolore.
Meglio la schiavitù cieca della caverna di platone.

Quindi il corpo e l'anima.
Il corpo che brama la carne si fonde con la carne e attraverso l'unione
spoglia la moralità della relazione, l'errore della relazione.
Perchè amore come fede è frutto di errore.
L'uomo non intende. L'uomo interpreta. L'immagine distrae. L'immagine rimanda
a nuove consapevolezze, quale l'estetica e la funzionalità.

Cerchi concentrici, cerchi quadrati fino all'enigma dove coda coincide con testa, inizio con
fine. E lì nello spazio in mezzo. Nel momento in cui l'uno diventa due, nel momento in cui il foglio
blu di Pierce diventa rosso, si gioca tutta l'esistenza. Il senso più profondo coincidente con il non senso
la follia.

L'unica vera caratteristica imprescindibile di ogni essere umano.

Il mio corpo e la mia follia coscienti di sè, scaleranno sulle spalle dei giganti
per fondare la filosofia del divenuto.
L'ultimo stadio della storia della filosofia, ed il primo della storia dell'individuo superato.

Nel 2007 a 29 anni scrivo questi appunti, dopo la rivoluzione, termine con cui da ora in poi
definirò il nio incontro con Nietzsche.

E' necessario comprendere e vivere la lirica per essermi affine.
La lirica che esplode dalle origini profonde dell'umano, dionisiaca irrazionale.
Sposa pazza dell'apollineo linguaggio.
Solo quando il matrimonio ha successo si ha poesia della filosofia.

Poesia della filosofia.
Ovvero della mia distanza dal mondo.

Bisogna essere molto distanti per vedere.
Una distanza stupefacente. Uno stato moderatamente alterato legato a ritmi stregati
dal vizio.
Il vizio ruba il tempo.

Il tempo sottratto genera nuovi esseri. Nuovi zombie dimentichi della volontà originaria
e completamente schiavizzati da una volontà nuova. Bramosa e insoddisfatta. Egoista. Cieca passione
insaziabile.

Io qui giaccio tra corpi di donne e posacenere pieni.

Fedele all'umano e alla sua miseria non la svilisco nel corpo per elevarla nello spirito.
Elevo il corpo allo spirito e vivo la vera essenza dell'umano senza contraddizioni.

Misero e vizioso. Buono, ma anche cattivo. Io sono tutto perchè mi è dato di pensarlo.
Io sono l'occhio che coglie il mondo che grida sono il mondo che vedi ed è abbastanza.

Io credo nella mia consapevolezza di avere pregi e difetti dell'uomo.

Io non sono schiavo di nessun idolo.

 



(già pubblicato sul taccuino dell'inferno di L.B. quindi diritti riservati tutti)

Postato da: LeoPazienza a 20:43 | link | commenti |

domenica, 09 agosto 2009


Bisogna dare qualcosa su cui si possa dire.
Tutto rimane attaccato al corso e ricorso e il solito
discorso su quel che è stato mentre accadeva
e su quel che è mentre sarà.
Così l'esisgenza di discorso si è fatta spunto, imput.
Bisogna avere qualcosa di cui si possa dire.
Guarda bene dentro,
cosa potrebbero asserire?

Sta tutto qui.

Postato da: LeoPazienza a 15:51 | link | commenti |

sabato, 08 agosto 2009




Clotilde Reiss

Postato da: LeoPazienza a 13:09 | link | commenti |



chiusi dentro a una gabbia
il bello è che poi
fuori non è così diverso
la rete e il sottoinsieme

chiusi dentro una gabbia
e le possibilità le azioni il rincorrersi
di ogni assenza e presenza e contingenza
come il destino come
 
la scelta illusione di libertà
chiusi dentro una gabbia
dove il corpo dove le sbarre
dove lo spirito l'ìconografia la suggestione

Postato da: LeoPazienza a 12:01 | link | commenti |

domenica, 02 agosto 2009


abbiamo il premier con gli harem, e la chiesa si preoccupa della pillola abortiva...
mapporc, che diamine di paese è questo!?

Postato da: LeoPazienza a 14:15 | link | commenti |