SaR in Fernanda Pivano (18 ...
SaR in Scrivere una poesia ...
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Quale sorda disperazione si cela sotto la pelle della tigre?
Inconsolabile. Che nessun pianto può redimere.
Senza coscienza, senza progetto. Solo morte.
Morte tua che cammini lamentoso della tua inutilità.
Morte tua che cerchi il sottoinsieme nell'insieme degli uomini.
La speranza nel frammento... rosso sbarazzino.
Una speranza morta.
Vacilla ogni persuasione e la corsa si rivela nulla.
Dove sono ora?
l'alba bacia un nuovo giorno.
Le canzoni migliori sono quelle che poi puoi prender la chitarra e cantarle anche tu.
Così devono essere i disegni.
La semplicità della linea è un jingle che suona l'atmosfera.
I luoghi comuni vogliono i critici cattivi e gli artisti scemi.
I luoghi comuni si rivelano sovente drammatticamente veritieri.
Per fortuna ci sono le eccezioni che fanno la differenza.
Critici buoni? Pochi. La maggior parte sono casi umani. Andare oltre
l'autorità e l'austerità del ruolo sociale sfocia quasi sempre nella
delusione. GIà perchè dietro tutto c'è sempre un re nudo.
Artisti intelligenti? Pochi. Per fortuna.
Ad esempio un artista talentuoso, colto, di bella presenza, con una patente
divina per la credibilità, catapulte nelle ginocchia e il fuoco nelle vene.
Spaventerebbe infinitamente la coltre di inetti che popolano come soprammobili
l'esistenza.
Il genio, forse nient'altro che il coraggio di scegliere e agire.
Allora come la tigre sulla preda, quell'artista sulla vita.
Cosa diranno le persone?
Cosa diranno?
Sono il migliore poeta del mondo.
Sono la mia presunzione.
Poeta è una parola fastidiosa.
Come voler fare il musicista e scoprire vuoto quel ruolo sociale.
La società rappresentata nelle pupille degli altri.
L'altro e l'intersoggettività che fa della tua solitudine
un ponte con il mondo.
Le solitudini collettive.
Sono il miglior poeta del mondo.
Sono zarathustra.
Sono la realtà che il mio pensier si finge.
Posso quello che sono
ed io volli che fosse.
Bisogna sapersi andare oltre, tramontarsi.
La primavera sveglia i germogli della tua passione
si presenta come il viso di luna pallido
che eterno ritorna e incanta
nuove danze e sudori
chiusi nel regno dei cieli
dove le sbarre dell'immensità
plasmano l'assoluto nelle idee
bisogna sapersi andare oltre, trascendersi.
Senza presunzione d'assoluto
la migliore scelta nel rigore con se stessi
nella pulizia con se stessi
come quella luna pallida
di cui senti il respiro lieve
come primavera, diavolo,
sfugge la vita.
Dottore, che fa rima con autenticità.
Il punto che alle spalle segna e insegna.
Dottore. Tre capelli bianchi.
Accanto a Federico Nietzsche, conil capogiro per l'altitudine,
devo prendere coscienza dell'immensità, e mantenermi
saldo.
Oggi faccio il solletico a Socrate con la testa fra le nuvole
e i piedi che penzolano dalla volta celeste.
«se sei Zarathustra, hai piedi divini che mangiano la montagna trasformandola in cielo e,
contemporaneamente, al posto delle ginocchia hai catapulte con il resto del corpo come proiettile.
Al posto del ventre hai un tamburo di guerra e al posto del cuore la percussione del trionfo,
hai la testa abitata da una gioia tanto terrificante che necessita di una forza sovrumana per sopportarla,
possiedi tutti i poteri del mondo per l’unico motivo che li hai evocati a te e puoi contenerli nel tuo sangue....»
Amélie Nothomb, Né di Eva né di Adamo