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Può darsi che un giorno aprirò ufficialmente il sipario.
Almeno è quello che penso seguendo l'entusiasmo di una polka islandese.
Forse la macchina si sta rovinando.
La macchina che si rovina è un timore sordo. Poi per un momento devo interrompere
pensieri e retorica per seguire la polka.
Per un momento il sangue si colora di ritmo e frigge quel poco che spinge al movimento.
Poi la polka fiinisce.
Come ogni persuasione imperfetta.
L'imperfezione come criterio assoluto.
Così ogni orizzonte di senso che attribuisci al mondo è destinato
a infrangersi contro le barriere di una circonferenza, che racchiude
tutta l'esistenza dell'individuo.
Guardare indietro oggi è misurare le distanze.
Guardare avanti è il cerchio come metafora di persuasione imperfetta.
Il destino del peso.
Libera dissertazione sul fare arte di ***, a cura di Leonardo Pazienza, in un caleidoscopico gioco di rimandi e associazioni. Identità e separazione. L'artista si parla addosso in terza persona. Quell'egli si umanizza e prende parola. Io sono dice egli, guardandosi allo specchio. Io sono dice egli, scorgendo il profilo di Leonardo Pazienza.
LA REALTA' E' IL PENSIERO DEL REALE CHE MI FINGO
Il primo contatto che abbiamo con l'arte è il disegno che da bambini eseguiamo con la matita.
Da questo primo contatto è voluto ripartire. In barba alla tecnologia, e ai mezzi che offre per ottenere dei bei risultati. Il suo è un ritorno alle mani e al segno lineare.
In generale, nell'arte non cerca la manifestazione di diligenza (la bella tecnica, il bel disegno, la copia precisa), ma la manifestazione di umanità, di intelligenza.
Per questo cerca di attingere quasi esclusivamente dalla fantasia più libera i suoi soggetti. Cerca proprio di annullare qualsiasi mediazione razionale, qualsiasi legame diretto con la realtà, per dare libero sfogo a qualcosa che nennemo lui saprebbe definire se non come "forza umana".
Però attenzione. Come diceva Carmelo Bene, "per depensare, è necessario prima aver pensato"
La decostruzione che opera sui concetti e indirettamente sull'iconografia è frutto di un grande lavoro di analisi di quello che è l'uomo contemporaneo, e quindi i suoi orizzonti di senso, etici ed intellettuali. E di conseguenza una continua rielaborazione dei suoi orizzonti di senso e di tutto quel che considera essere "il sapere".
Il soggetto della ricerca non è da ricercarsi tanto nel disegnato, come un messaggio definitivo, che sarebbe impossibile decifrare, quanto più nell’azione stessa del disegnare, seguendo lo “sturm und drang” che si finge universale. E quindi questo sforzo, questa continua tensione verso qualcosa di inafferrabile, si rivela essere il vero messaggio.
Pensiamo al filosofo dei filosofi, Socrate, che percorre la via del "nosci te ipsum" (conosci te stesso) e che dovrebbe arrivare, come meta finale, alla contemplazione del puro bene, e all'essenza della vita e del mondo.
Ecco, da Nietzsche in poi, si è giunti alla conclusione che quella via non arriva da nessuna parte. In realtà è come camminare in un cerchio. Socrate rimane con la testa tra le nuvole e le gambe a penzoloni. Non si libera completamente. E quindi eterno ritorno. Ma anche Uroboros, il serprente che si morde la coda, simbolo che si apre anche a interpretazioni mistiche. Circolo ermeneutico. Oppure il mito di Sisifo, che ogni volta che spinge il masso sopra la montagna, questo ricade. Ad indicare l'inutile fatica.
L’azione teoretica che compie *** come artista, cosciente del ruolo che ha l'uomo nella vita, è quindi quella di intraprendere il percorso del “conosci te stesso” a ritroso. Risalire dall’oggetto al soggetto, fino a poter attingere dal nucleo più incondivisibile dell’individuo, laddove nascono i pensieri e le idee, nella loro non-forma.
Lontano dalla realtà e dal senso comune. Ma così tanto vicino all’essenza dell’essere umano da poter essere condivisibile universalmente. Ma solo sotto forma di intuizione. Quindi utilizza un alfabeto apparentemente comprensibile, che gioca con la semplicità per avere molteplici livelli di lettura. Che maschera e svela. Dove chi cerca trova e chi non cerca può avere qualcosa di cui accontentarsi.
E quindi a livello pratico una costante ricerca di segni e gesti vergini e condivisibili. Convinto che più si asseconda la propria intuizione, più si è originali, partendo dalla considerazione che ogni essere umano è unico e irripetibile. Una specie di gioco di coppie di contrari che si fondono. E il particolare si rivela universale.
La sintesi di tutto potrebbe risolversi in una ricerca di libertà, che l'uomo di oggi vede irrimediabilmente negata all’uomo tra gli uomini, ma che *** può affermare con forza ogni volta che impugnando la matita inventa nuovi orizzonti di senso e di valore possibili. Sovverte sistemi. Moltiplica gli arti, piega la realtà a immagine e somiglianza di qualcosa che non conosce ma soltanto intuisce e in vano ci fingiamo di poter raggiungere.
Il cerchio come metafora di persuasione imperfetta.
Appurato che la persuasione sia una via, rimane il problema
dell'impossibilità di trascendere la circonferenza.
Neohegelismo contro il caso Michelstaedter.
Se l'infinito e lo spirito erano immanenti al'lla circonferenza,
per il giovane filosofo goriziano la circonferenza è invalicabile
e l'assoluto è drammaticamente al di fuori di essa.
Come un peso appeso a un gancio, desidera scendere allì'infinito,
e anche qualora noi lo liberassimo, non soddisferebbe mai
la sua volontà di discesa. Così l'uomo anela all'assoluto
senza poter mai raggiungerlo. Senza poter mai possedersi completamente.
Tutto è illusione e presunto possesso di sapere.
Tutto è ostacolato dalla retorica. Tentativo di condivisione del presunto possesso
attraverso modi della significazione fallimentari, ai fini di una reale
comunicazione, e quindi di una possibile evoluzione.
Muore Socrate e il conosci te stesso, che presupponeva ad ogni
discorso la possibilità di una meta possibile.
Per Socrate il puro bene esiste ed è raggiungibile.Che triste destino quello dell'uomo agli occhi del giovane Michelstaedter.
Scacco matto, all'infinito.
Tutto dentro aprile. Come un sacco pieno. Aprile Aprile Aprile.