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mercoledì, 28 gennaio 2009

Postato da: LeoPazienza a 13:08 | link | commenti |

martedì, 27 gennaio 2009

In italia se fai il pittore non devi saper scrivere. Oppure se fai lo scrittore non devi saper disegnare e suonare, oppure se fai il musicista non devi saper scrivere ne dipingere. Quello che, da alcune prospettive, potrebbe essere un valore aggiunto, in italia è un limite. Una sottrazione. Perchè il pittore che sa scrivere ha sicuramente tolto tempo alla sua ricerca pittorica quando ha imparato a scrivere. E quindi è sicuramente meno pittore di chi invece ha sempre dipinto e non ha mai scritto.

Questo modo di vedere presuppone una cristallizzazione retorica di qualsiasi sapere. Questa cristallizzazione retorica impedisce qualsiasi nuova via della persuasione, o liberazione parmenidea, per accedere a stadi superiori di evoluzione e quindi anche di espressione umana. Le discipline, i saperi nascono dall'uomo, come manifestazione precipuamente umana. Il tempo, la stratificazione, il circolo ermeneutico han fatto si che la mole dei saperi crescesse autonomamente.  E' un grave errore però pensare che non ci sia costante complementarità tra saperi e le discipline.

Postato da: LeoPazienza a 13:37 | link | commenti |

giovedì, 22 gennaio 2009


Aldo Grasso è il numero uno!

Postato da: LeoPazienza a 12:14 | link | commenti |

venerdì, 02 gennaio 2009



Capodanno a milano.
si decide di andare a vedere i fuochi al parco sempione.
ci sono circa un centinaio di persone non di più.
Tutti stanno per i fatti propri.
Nessuno fa il conto alla rovescia. quel "meraviglioso" momento ansiogeno
che ti fa sentire stronzo.
Ecco in trentanni mai mi era capitato che nessuno facesse il conto alla rovescia.
Milano è proprio milano. Ogni gruppetto impermeabile al contesto, timidamente
si scambiava auguri a bassa voce.
Immagino le piazze brasiliane ma anche solo romane in cui tutti
si fanno gli auguri, tra estranei soprattutto, in un'atmosfera presuntuosa di festa.
a milano 0.
si sentivano solo le voci di quelli che parlavano con il telefonino passando in rassegna
tutti i parenti a cui augurare centanni.
I fuochi eran belli. Tonfi da estrasistole e sfavillanti luccichii.
Però milano era così  fredda che sembrava di stare dentro un dylan dog.
Non so se sia più colpa della giunta o dei cittadini, di fatto
milano è triste, sola, non capita, e un po' mi dolgo anch'io
nel vederla così soffrire.

Postato da: LeoPazienza a 14:43 | link | commenti |