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Utente: LeoPazienza
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sabato, 29 marzo 2008



Pazzo d'amor.
Uno si congela il cuore per anni e pensa che non ce l'ha più
che sono cose che succedono solo agli altri, ai grulli.
Poi arriva una piuma e la insegue.
Poi la piuma diventa una lira, un arco e qualcosa
cambia, si incasina e ci sei dentro
agganciato nuovamente.

Scoprire d'amare così forte è una forma di potere.
Ho una festa di paese in corpo.
Chi se lo sarebbe mai immaginato,
eppure si infiammano tutte le cose
e il sangue bolle ed io regredisco
mi assento cuocio e sarò mangiato

pazzo d'amor
ovvero del funerale di Leonardo.
Un nuovo Leonardo all'orizzonte.
Un nuovo leonardo in due e il due
è terrore insicurezza precarietà

machecccazzzzo.


Postato da: LeoPazienza a 10:13 | link | commenti (1) |

venerdì, 21 marzo 2008



Il pianoforte è allegro e sedicente.
la canzoncina di ofelia.
C'è anche il trombone.
Quando scrivere ricorderà qualcosa.
Chi ha fatto guerra alle parole con le parole
è stato sconfitto.
Trovarsi qui è il segno della perdizione
Una pozzanghera nel vissuto quotidiano
che si trasforma in lago poi in fiume
e sfocia nel mare
l'oceano della perdizione
il tempo smarrito e la vita sciupata
il silenzio dopo la morte

Verde nei polmoni
le montagne con l'assenza di doveri,
la libertà dell'animale allo stato brado
chiusa nella gabbia del vivere sociale,
la scatola degli uomini
dello Stato, delle responsabilità

e la successione, la continuità
i martelli giganti con le gambe, che seminano
il panico nelle città oniriche,
I ragni velenosi le coccinelle spietate
gli eserciti di formiche
e tutti i potenti del micro universo
in perenne guerra tra di loro
per sopravvivere
per mangiarsi
secondo le regole di Dio.

Postato da: LeoPazienza a 14:02 | link | commenti |

martedì, 18 marzo 2008




Il nulla che si racconta come l'azione
il vissuto scritto non vissuto vero
come una canzone commerciale che ricorda la primavera
di quando avevi sedici anni e tutto  odorava più intensamente

le parole si mangiano i sapori della memoria
e appiattiscono ogni individualità in solita retorica
tipo la bicicletta il bosco in città poi la metrò via montenapoleone

l'amore sognato e visto nelle immagini
l'amore finto
lasciami respirare lasciami respirare
la canzone direbbe così

Postato da: LeoPazienza a 17:20 | link | commenti (2) |




Piove verde dal mattino
verde copioso intenso fragrante
sole fuori e il mondo
lontano lontano più lontano ancora
le distanze piene di bolle
qualche demone a volare sopra
la testa,
solo qualcuno.

Adesso come adesso sei l'unica salvezza.
Cercarla altrove, cercarla nel taglio
diagonale di occhi verdi e orientali
è un errore profondo quanto un pozzo nero


Postato da: LeoPazienza a 09:57 | link | commenti |

giovedì, 13 marzo 2008


chemmerda.

Postato da: LeoPazienza a 10:05 | link | commenti (2) |

mercoledì, 12 marzo 2008

 

Vorrei poterti dire ti amo.

Come se queste parole avessero il potere di piegare la realtà

E imprimere la loro assolutezza nel corso degli eventi.

 

Vorrei poterlo dire, come se dirlo servisse a sentirti più in fondo e

Possederti anche dove il corpo e gli occhi smettono

di avere la loro supremazia.

 

I territori dell’anima e della coscienza. I nascondigli delle

Pieghe più sottili che ti compongono e che mi compongono.

Ti amo. Come la morte, come la paura.  Come la storia

Crudele delle vittime e dei carnefici.

 

Perché questo amore, se amore è,  sbrana le viscere

È un cane rabbioso

che strappa tutta la vita rimasta

 

Ed io Ti amo e muoio

mentre una piccola parte  di te

è già morta

con me.

Postato da: LeoPazienza a 21:23 | link | commenti |

Vday

Postato da: LeoPazienza a 21:08 | link | commenti |

lunedì, 10 marzo 2008


Detesto innamorarmi.
Detesto avere una donna affascinante a cui tutti fanno la corte.
Penso alle 24 ore di vita e poi alla morte di Michelstaedter.
La carne morta al fianco.
Lo sperma di tutti gli uomini e le loro facce mentre vengono
le sue mani intorno a mille cazzi.
MIlle cazzzi che ho in testa a condirmi le paranoie,
perchè chi ha fantasia vede quello che non c'è
e quello che non c'è determina la realtà
tanto che la realtà stessa non c'è

Postato da: LeoPazienza a 16:36 | link | commenti (2) |

sabato, 08 marzo 2008


Le poesie.
Chissà perchè nel duemilaeotto la poesia è da sfigati.
Si contorna di cose squallide, letture pallose e irriverenti nei confronti della lettura.
Che siano glia ttori a leggere e che si lasci il teatro laddove la poesia non osa.
L'intimità è differente.
Ma la poesia intima che dice qualcosa si fatica a trovare. Eppure tutti scrivono poesie.
Tantissimi poeti inutili.
MA forse no, non sono inutili. Ben vengano i poeti, anche se dicono solo cazzate.
Il fatto è che sotto all'omologazione e al romanticismo finto dei telefilm
c'è ancora l'essere umano vero, che ama con le ossa i nervi e il cuore.
E pensare quanto sia stata rovinata la parola cuore.
L'unico romanticismo rimastole è quello che  si riferisce all'infarto.

E tutti gli uomini umani rimasti sono nascosti con la paura di uscire.
E sarebbe inutile metterli insieme perchè non combinerebbero un cazzo.
Avessero un punto di riferimento lo ammunitinerebbero.
Poi comprerebbero delle nike e si sentirebbero liberi anche loro.

Eppure mi piacerebbe uscir di casa e trovare le vie invase da mercatini
di cose artigianali. Con donne con la gonna lunga e i capelli lunghi senza frangetta.
E i bambini e gli animali che saltellano in giro. Senza macchine.
Senza motorini. Senza poliziotti. Tutti magicamente in pace.
Tutti che usano energie rinnovabili e non hanno bisogno di andare a fare le guerre
per trovare risorse consumate qui, altrove.

Non dovrebbe esistere la parola potere. Il concetto stesso.
Il potere è il motore del mondo.
La risposta al perchè esistono ancora guerra e violenza.
Il potere ha creato dio per attribuire la sua forza al cielo
la sua crudeltà ad una volontà superiore, introvabile, non punibile. Assoluta.

Se il concetto di dio non fosse una creazione umana, perchè
gli animali non pregano?










Postato da: LeoPazienza a 12:57 | link | commenti (2) |