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giovedì, 21 febbraio 2008


ironia e violenza
concetti su cui riflettere e ricercare.
ironia e violenza.
il sadico e il comico.
Come se gratta checca e fighetto fossero la massima espressione
di una certa militanza avanguardistica della sensibilità contemporanea.
Ovviamente noi in italia arriviamo dopo.
Così credo che aprirò questo nuovo sipario. Ora nel duemilaeotto.
Ho cercato prima il colore, poi la forma.
E' tempo che maturino i contenuti.


Postato da: LeoPazienza a 14:16 | link | commenti |

mercoledì, 20 febbraio 2008


Romantico quanto basta ad esser difficile da descrivere
l'odore che ha febbraio sul finire
lo stesso che torna ogni anno e ogni anno è romantico
quanto basta ad esser difficile da rendere

lo scooter le strade milano

io che sono libero come un gabbiano
e come baudleaire posso guardar le formichine
affrettarsi con gli occhietti piccoli il mattino

e tutto pagina dopo pagina
con tre bianchi secchi sulle lenzuola
che dialogano nel vento
che interpretano i tuoi silenzi

e chi ha silenzi interpretati gode
di attenzioni, con berlino che torna
due volte nella stessa settimana.

Postato da: LeoPazienza a 17:41 | link | commenti |

lunedì, 18 febbraio 2008


dentro a un vortice come il cambiamento

Postato da: LeoPazienza a 23:08 | link | commenti |

martedì, 12 febbraio 2008


Spazio all'angoscia, ansia.
Il ritorno di cose come un carillon
tenero e spietato.
Il vuoto che assume un nome
ed il terrore. L'oblio. L'amore
come l'appendicite. La ghiandola impazzita.

Il chirurgo ferito.
Mettere fine all'inizio.
Non poter decidere l'inizio e
temere la fine.
La gelosia. L'invidia. L'umanità come
primavera e i boccioli della tua
imperfettibile condizione

E lei che nelle idee accende
nuove insicurezze
come il cavaliere fanciullo
e la paura l'abbandono
il controllo.

Postato da: LeoPazienza a 11:02 | link | commenti |

lunedì, 04 febbraio 2008


Mi arriva come un conato di vomito.
Non lo decido.
A un certo punto è inevitabile.
Così non devo nemmeno pensare perchè tutto scorre e il senso lo capisco dopo. Quando un senso c'è.
Le mie coordinate amare lungo i sentieri del veleno e della dissolutezza.
La mia giovinezza disegnata con lo stile slavo e musica francese.
Un sentiero sui balcani  che porta gli zigomi attraverso i continenti fino allo stivale.
I sogni la magia le illusioni le speranze, le possibilità dell'essere.
I miei cartoni animati preferiti.
La solitudine che lo è anche quando sei con qualcuno. Con amici. In coppia. La solitudine cosmica e assoluta che ti ricorda di essere te, che scioccamente si chiama pensiero.
Un peso appeso a un gancio vuole scendere fino in fondo ma non può, e se toglierai il gancio il peso
non smetterà mai di scendere, proteso verso il sotto senza guardarsi attorno.
La mia autenticità.
La mia  antistoricità.
Come un normale inattuale.

Postato da: LeoPazienza a 20:00 | link | commenti (2) |


Ho visto il video di una lapidazione.
C'era sto video del cazzo con tanto di avviso che le immagini sarebbero state TERRORIZZANTI.
C'ho anche pensato che non fosse il caso di guardarle.  Niente non ho resistito. Ero curioso.
Continuavo a pensare come avrebbe potuto essere. Bastava un click e l'avrei scoperto. Mi immaginavo anche la morsa allo stomaco. Quando vedo cose violente reali. Anche solo quando capita di vedere qualcuno spaccato per terra dopo un incidente, mi vien la morsa allo stomaco. Una specie di ansia o angoscia o paura della morte e della sofferenza. Qualcosa che si mischia con la nausea.
Ecco la immaginavo ma non la trovavo. E' una sensazione muta e sorda. Bruttissima.
Sapevo che se l'avessi guardato l'avrei trovata li reale e cruda ad aspettarmi.
Seppellivano due persone fino alla vita. Avvolte in lenzuola bianche fino a coprir la testa con un nodo sopra.
Poi tutto intorno una ventina di persone a lanciar pietre un po' più piccole di un pugno.
Le pietre vengono scelte accuratamente. Hanno una dimensione standard. DA BRIVIDO!
Non voglio raccontare il resto. Fortunatamente non c'era audio. Però sono rimasto scosso. Scioccato. Basito.
La giustizia più giusta nella paura di punizione più minacciosa.
Senza giustizia il caos.
Il caos implica maggiore violenza maggiore crudeltà. Maggiore libertà individuale.
La giustizia implica che qualcuno impone il senso comune.
Sono confuso.
Gli uomini distribuiti lungo i secoli e gli spazi. Le vite passate e le vite che verranno. 
Tutti i sensi possibili nell'assenza di senso.
La pioggia che non smette più.
Il modo di esprimermi.
La condanna dei miei a capo.
Ma io penso anche con gli a capo. Con i salti. I cambi di canale.
L'attenzione che dalla morte e il destino dell'uomo passa a nick cave, che ha rotto le palle.
Alice, che dialoga nel buio. T. da sentire.  Ed io qui, deietto senza capirci niente.
 

Postato da: LeoPazienza a 19:51 | link | commenti |

sabato, 02 febbraio 2008


Febbraio.
Pioggia sui tetti.
Non ho la forma adatta alla saggistica filosofica.
Il fatto è che non so quanta voglia ho di sbattermi per imparare
lo standard.
Registro. Tono. Forma. E vaffanculi annessi.
Lo spirito tiene. Fenomenologia dello spirito leggiadro.
Se non ci fosse leggerezza.
La possibilità concessa che si stringe come la luce dietro la porta.
La fessura. Il buco della serratura.
Io però posso e invano. Come il pensiero.
Descrittivo. Razionale.
Se esci dal coro sei nei guai. Sei un rivoluzionario.
Rivoluzioni il senso stesso della vita sotto alle maschere.
La continuità irrispettosa di tutte le individualità.
La continuità irriverente. Umiliante.
Come voler morire adesso,
per paura di aver paura della morte dopo.

Postato da: LeoPazienza a 02:16 | link | commenti |