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visitato *loading* volte
Tempo di voltare pagina,
con l'ansia sottile che poi è sempre troppo tardi,
l'importante è avere paranoie dinamiche dinamiche paranoie
fossero statiche l'oblio mangerebbe a bocca larga
quello che è rimasto indietro
invece scheletri di strutture
rimangono a farsi erodere dalla continuità.
E le immagini della memoria si organizzano
secondo una gerarchia di veemenza
proporzionali al sentimento, sgomento, rima.
Romantico un ricordo
il più prepotente.
Romantico l'ideale
il più utopico.
Come poi sia silenzio lo scorrere
del quotidiano che compone minuto per minuto
la tua mondità si lega al mistero
che screpola le labbra se c'è vento
e andare in montagna era l'odore
della nostalgia di futuro
Questo blog è CONTRO la riforma dell'editoria proposta da LEVI PRODI !!!
Arte ed internet.
Binomio che merita attenzione, perchè dacchè internet ha rivoluzionato le vite degli abitanti della terra, nuovi fenomeni di costume e quindi nuovi fenomeni artistici hanno cominciato ad aver luogo.
Oggi voglio dire qualcosa in merito alla nudità.
Internet ha portato le persone a spogliarsi.
Mai come in questi anni ho visto gente denudarsi fotografarsi e pubblicarsi sul web.
I più fini spacciano pene e vagina come arte.
Un nesso con l'origine la vita e tutte le evocazioni antropologiche che possono affiorare.
Strano però che internet, che vive di gente seduta davanti allo schermo ( alimentando l'obesità) faccia
l'ambasciator di pene e vagine. Si stravolge anche il detto ambasciator non porta pene.
Infatti l'ambasciator porta peni e vagine.
Dovrei concentrarmi troppo per rendere questa intuizione filosofia condivisibile, quindi
mi limito a far notare come sia inflazionato oggi il fotografarsi nudi.
Io gretto e rozzo abitante del mondo se vedo la vagina penso subito al sesso.
Mi è venuta un'idea!
Lo spazio tra quello che è successo e quello che succederà,
uno spessore sottile, vissuto solo dalla sensibiità verso il nulla.
Qui seduto con l'autunno sul collo.
Autunno che ha le mani forti per strangolare meglio.
I calzettoni bianchi. Uno su, uno giù.
Spuntano i peli.
Autunno peloso e appuntito, con la testa pelata
e qualche ricciolo bruciacchiato.
E quest'urlo
soffocato che attraversa la pianura,
le città, entra nelle metropolitane, spettina gli impiegati
e va avanti forte come vento forte.
E gli occhi sono neri e devi guardarli dritto.
Lui si farà capire. Non dirà nulla.
Eppure sarà autunno e tutti lo condivideranno.
Il nuovo album dei Radiohead è già leggenda.
Io li AMO.
Nude è una canzone che già avevano scritto. E' rimasta irrealizzata
fino al 2007.
Io avevo l'inedito live introvabile. Con un diverso arrangiamento.
L'avevo regalata a Giulia come chicca. E tutti i suoi amici erano impazziti.
Servirebbero altoparlanti anche per il paradiso.
Certi demoni vivono per sempre, hanno l'inconsistenza dei pensieri,
la forza rivelatrice delle idee. E tu non potrai mai sapere.
Perchè il cieco, se vedesse, inorridirebbe.
Il cammello, il leone, il fanciullo.
E poi oltre, il tutto. Il niente. Il tutto. Il niente. Il tutto.
La sintesi di Basquiat e dei Radiohead.
Viola era il cielo un pomeriggio
di gennaio
vicino a milano.
Dio ama le stelle e i coleotteri.
Pieno come satellite of love
tipo che hai sonno ma non vuoi andare a dormire.
giusto l'inutilità, oblio ancor prima di sparire
la immobilizzo
come una farfalla, con gli spilli.
La città è Milano. RIconoscibile. Una visione veloce dall'alto.
Una visione globale in picchiata
verso il particolare. Un quartiere, un palazzo
una stanza. Una persona. Un primo piano.
La musica, gli spessori.
Fumare come un vortice di bramosia,
e più brami più bramerai,
senza soddisfazione mai, come l'inferno
come avere sete. Sempre.
L'inverno alla finestra, timido.
Ha le mani di intonaco bianco e legna secca
legna che scoppia nel camino
e le castagne i ricci le foglie bagnate
il sottobosco, nei sospiri.
Ieri che era estate.
Oggi che romantico è contarsi i capelli bianchi.
Oggi che l'adolescenza è aliena
e la vecchiezza meno austera.
In contatto sempre con il midollo dello scorrere,
avanti fino alla morte.
La città è MIlano. RIconoscibile. UNa visione veloce dall'alto.
Una visione globale in picchiata.
verso il particolare. Un quartiere, un palazzo
una stanza. Una persona.
Un primo piano.
Nonostante esista la storia,
gli uomini non hanno memoria.
L'affermazione dell'individualismo
ha come epilogo il totalitarismo.
Fare il punto
abbracciandosi le ginocchia
come cucire in poesia i giorni
morti passati smarriti nell'oblio
come se fosse più importante
un anelito di essenza umana che
cosciente si immobilizza nell'eterno
piuttosto che un titolo
uno stemma per la società
e la mia bandiera piantata
infondo, nel cuore sventola
marrone e ricorda le nazioni ideali
atlantide o utopia