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Questo è un ponte che tendo dal mio stomaco al mondo.

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mercoledì, 30 maggio 2007



Questo blog sostiene Patrizia, e non dimentica FEDERICO ALDROVANDI.
http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

Postato da: LeoPazienza a 12:27 | link | commenti |

giovedì, 24 maggio 2007



é giusto perchè scelto.
Unico senso possibile in assenza di senso
e la fatica e la sensazione di non potersi collocare
e il fucile puntato nel culo
la società la società la società
lo scarto naturale tra l'adolescenza e l'età adulta
con te che avevi i capelli lunghi
e adesso in camicia non capisci un cazzo dei giovani
stressante, non poter toccare il tempo
non poter toccare la connessione tra un foglio nero e un foglio bianco
e la teoretica è urticante
soprattutto inutile
soprattutto inutile
e l'umano anche lui con un fucile puntato al culo
dell'anima schiacciata imprigionata
orfica e inconsistente
come la parola, senza la parola, nessuna parola.
La musicalità della musica
un raffreddore in piena estate
estate prematura
Giulia in fondo hai ragione tu
e so che democritea stai li a sbellicarti
con la pancia magra seduta su una nuvola.
Seduta sopra il ramo di un albero e intorno il deserto
 con la mia sete, e la tua sete che è scomparsa.
Anche se l'assenza della mano possibile, che forse mano
non sarebbe mai stata, però almeno era possibile.
Era abbastanza.
Era abbastanza?
No. Hai ragione di nuovo.
Stupido tatto ora è compenetrazione
profondità e la parola non basta
come le mani.
Hai ragione.
E come si può scegliere.
L'eroe o il perdente.
Stupido uomo. l'eroe. L'eroe.
Io sfortunatamente, sono dotato di un particolare sensibilità.
Scelgo te.

Postato da: LeoPazienza a 22:27 | link | commenti |

domenica, 20 maggio 2007




Per scrivere è necessario starne fuori.
Dentro è come il putrido e gli organi interni
le relazioni che fanno il mondo.
Siamo già morti direbbe.
Al primo sguardo cosciente, è solo morte
e fetore.
Per ogni dio inventato e divorato dal nichilismo
che si fa sangue linfa e carne.
La mia religione senza albero e senza essenza.
Così in poesia tendere la mano all'assoluto che
rantolante si fa solo dopo.
Stanne fuori.
Seduta sull'albero e il deserto attorno,
L'uomo che si impara e disprezza e sottrae e
svilisce al solo cospetto di un esterno ideale.
io romantico e potente dietro il sipario
di questa sciocca e apollinea condizione,
io nouvel Dionisio asserragliato nel vizio
e divenuto terra per dispetto
la maschera di te ancora dormiente
seduta sull'albero e intorno il deserto.

Postato da: LeoPazienza a 18:10 | link | commenti |

lunedì, 14 maggio 2007


La poesia è morta


Ti dedico il mio amore sintetico
l'effetto di una notte
e di un coito artificiale
ti infetto del mio plastico sentire
oggi che ho il cuore di lattice
che non batte più che non batte più
che non batte più che non batte più
che non batte più che non batte più

Postato da: LeoPazienza a 23:27 | link | commenti (1) |