NelBuco

Questo è un ponte che tendo dal mio stomaco al mondo.

Eccomi

Utente: LeoPazienza
Nome: Leonardo Pazienza

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Ultimi Commenti

Feeds

  • Powered by Splinder

COPYRIGHT

Contatore

visitato *loading* volte

sabato, 30 dicembre 2006


Han impiccato Saddam.
Secondo me non dovevano ammazzarlo.
Uno che aveva la vasca d'oro e le tigri in giardino
era sufficiente lasciarlo in una cella di cemento
con water senz' asse.
Quanti altri uomini attualmente all'alto Potere
meriterebbero la stessa sorte per uguali crimini?

L'evoluzione della specie è un'illusione.
La specie non si evolve.
La specie persiste immobile nella sua ignoranza.
L'uomo è quello che è sempre stato.
Quello che sempre sarà.

DIcono che Saddam fosse un crudele dittatore.
Perchè vederlo li prima di esser impiccato
mi fa provare pena?
E' una barbarie ammazzare la gente così
ad uso e cosumo dei sistemi internazionali.

Ogni giorno muiono persone.
Mi sta sul cazzo esser qui a dover provare pena per
un crudele dittatore quando buoni e innocenti
muiono senza che nessuno se ne accorga,
senza che nessuno ne parli.

Mi sta sul cazzo pensare che questa è la Storia.

Però se mi impicchi uno davanti e
me lo piazzi lì prima vivo poi morto.
Cioè
vaffanculo.

Postato da: LeoPazienza a 14:35 | link | commenti (1) |

lunedì, 25 dicembre 2006

Good Bye King James

Postato da: LeoPazienza a 17:03 | link | commenti |


Si accendono si spengono le luci di natale.
Minchi quanto son natalizio.
COn la zeta sibilante del sud.
NalaiZio.

Ci vorrebbe un vortice sotto ai piedi
e la possibilità di fare LE scelte in età matura.

Cazzo babbonatale l'ha inventato la cocacola.
Come si fa poi a non essere cinici, scostanti, svogliati
e un po' fattoni?




Postato da: LeoPazienza a 01:49 | link | commenti |

giovedì, 21 dicembre 2006


Ma come fanno le persone che non riescono ad uscirsi?
Prima o poi scoppieranno.
TUtte quante.
Ed io non sarò li a godermi lo spettacolo.
Sarò altrove, a pensare ai cazzi miei.
Arriva in natale. SANTO SANTO.
Coi pacchetti gli sbattimenti e un margine di tenerezza possibile.
Come l'aria alcolica di Verbania
Dico preziosa. RIbadisco preziosa.

Poi G.V.A
Come la B e la M come V &V.
E tutto torna.
E tu sei lo spettatore che invecchia guardando.
Anzi tu sei il protagonista che si guarda invecchiando.

Spazio da riempire di baci e di carezze.
Di entusiasmo e sapore di G.
Ad ogni ciclo una scoperta.

Arriva il natale.
Un altro anno è andato.
La retorica come lo stereotipo che poi nasconde
viscerali verità.

Sono tornate le mezze stagioni.

Postato da: LeoPazienza a 21:02 | link | commenti |

mercoledì, 13 dicembre 2006




Blim blu blam.
NEll'archivio dell amia coscienza.
Cito renato zero. pesante!?
Intanto ascolto gli evanescence.
Che per quanto si dica commerciali o boh,
a me piacciano.
Pure lei ci sta dentro.

Nel cerchio della mia nuova bolla di muco.
Nel buco però non c'è un concreto nudo, bensì
un astratto incazzato.
La stanza deglis pecchi della mia ingombranza.
Il corpo come ingombro dello spazio.

Involversi. Tramontare. Zarathustra. Un flash per G.
Tutte le notti sento cinguettare gli uccellini.
Lo dico perchè ho pensato fosse G.
Cinguettano a qualsiasi ora. Anche se piove.
Cinguettano anche adesso.
E sono circa 3 settimane che me ne accorgo.

La valvola, questo coso è una valvola
ed uno strazio.
Il blog dico.

Non torno su, non torno addosso.
Le tracce sono una presunzione.
Ma me ne fotto.
Leonardo Impavido
ti manda afanculo.

Postato da: LeoPazienza a 23:53 | link | commenti |

venerdì, 08 dicembre 2006



Sii paziente.

Non si capisce se va bene o male.
Forse è colpa del nuovo, che a un certo punto si radicalizza
poi le schegge mettono alla prova
in ogni momento e non è sempre facile
non è sempre facile.

Strano.
Ego dispostico e una catenella di foto che esaltano
l'anima bella della pelle giovane e liscia di d.
Lo scrivo solo per te, così che potrai ricordare.

Sii paziente fa eco con mavaf.
Tutto subito invece sa di corda d'oro alla quale impiccarsi.
Il denaro.
Meschino serpente si insinua nelle cavità.
Lo stupro della giovinezza.

Un vortice soltanto.
Uno sciaquone che dura trentanni e va dal su o giù
al letto di morte.

E nemmeno il vezzo di capirci qualcosa.
Soltanto che la lingua biforcuta lecca il fuoco e si brucia.
E bisogna sempre considerare pensare
strategie

Per poi impalarsi sul brutto programmare
meglio l'impulso e l'alito fresco di chi l'animale
non sa nemmeno che occhi ha.

Abbastanza comunque per rompere una bolla di muco
che aveva tutta l'aria di essere il concreto.
Poi la riga più grossa di tre.
Il vizio cullato dal vezzo dell'essere.
Su una linea che è ancora più lontana.

Forse è soltanto che a ognuno corrisponde una linea
ma solo qualcuno può vedere pensare e cercare di capire
ste cazzo di linee.

Tornano le catenelle di foto del cazzo.
E la vanità che cerca acqua.
Che è terra arsa dal sole dell'universo.

Non si capisce se va bene o male.
Forse è colpa del nuovo, che a un certo punto si radicalizza

Postato da: LeoPazienza a 01:26 | link | commenti |