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lunedì, 17 luglio 2006


L'immobilità.
La processione dell'immobilità, immobile.
é un vortice nello stomaco.
Lui stesso.
è un vortice nello stomaco.
Le sue cose personali suonano musicali
solo all'orecchio adatto.
Prima di entrare, vi analizzeranno le orecchie.

Serve concentrarsi per scoprire luglio.
Le atmosfere sono il fulcro.
la Francia è una sensazione distratta

Leo sta sera si disegna sfuocato.
Fiacco.
Appesantito.


Postato da: LeoPazienza a 18:37 | link | commenti |

domenica, 16 luglio 2006



Il problema del veleno è l'assuefazione.
Cresce come una scimmietta.
Te la regalano piccola,
ma poi ti ritrovi king kong in casa.

Ci passi di fianco, dici
ciao Kong.
Mentre inevitabilmente scorrono immagini veloci di cose importanti.

Le cose importanti.

Si scivola come sullo scivolo.
Il braccio sinistro cerca spazio per un monologo.
Vorrebbe dir la sua.
Stufo di esser solo strumento.

Eh ok, prenditi un panchetto.
Fai il tuo discorso.

La rivoluzione
degli arti che si ribellano.
E le mani giustiziano le orecchie come spie.
Le mani,
le orecchie.

Ti servirebbero cartine nuove.
Lamenti la consistenza spessa dei lenzuoli.
Fuori è caldo e l'adesso
riusciresti ad avvicinarlo
solo se te lo presentassero.


Postato da: LeoPazienza a 21:50 | link | commenti |

venerdì, 07 luglio 2006


Mi sento solo.
Non la solitudine postadolescenziale dello sfigato  in carriera.
Tutt'altro.
Di fatto rimane solitudine.
Il dodici arriverà ed io resterò immobile e questo mi fa sentire una merda,
oltre che solo.
E tu, leso che mi leggi,  non mi rompere i coglioni con le solite
coclusioni fintomoralistiche da spirito critico educato ed accorto,
che sei merda, tanto quanto il resto.
Una merda sola. Spietatamente.
Ecco quindi posta la premessa che qui non c'è un vertice,
posta la premessa quindi, che qui non c'è un cazzo,
parliamo.

Sarebbbe più utile scrivere una poesia di soli suoni.
Però sarebbe pallosa.Il problema è che nel momento in cui ti accingi a scrivere una poesia,
non ti verrà niente di buono.
Non devi scrivere consapevolmente. Devi accettare il nulla della tua
impercettebile nullità e dargli voce.
Perchè con le parole puoi fare fotografie all'anima, e bloccare
l'istante invisibile dell'attimo che coglie sè stesso cosciente di essere.

Quando sto così, che mi si sfuoca lo sfondo penso a Paola.
Non che vorrei la testa tra le sue mani. Averla davanti non avrebbe
mai questo tepore confidenziale che ha il pensiero.
Penso a Paolasolo  perchè è un pensiero caldo.
Basta questo. Questo è abbastanza.

Postato da: LeoPazienza a 02:37 | link | commenti (1) |