NelBuco

Questo è un ponte che tendo dal mio stomaco al mondo.

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Utente: LeoPazienza
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mercoledì, 28 settembre 2005



I miei polmoni si sono rotti il cazzo.
Lavorano tutto il giorno e tutta la notte
e non si erano mai lamentati.
Sta volta però è diverso.
Sciopero
Sciopero
Sciopero
FOtti il padrone.
Eggià.
La rivoluzione in corpo.
Bel casino.
COmplicazioni respiratorie Leonardo.
Non avresti fatto lo stesso?
Se fossi stato costretto ad inalare tutti
i giorni un veleno del cazzo sul posto di lavoro,
non avresti fatto lo stesso?

Bè si. Hanno ragione.
La rivoluzione ci stava.
Il padrone scende a patti.
Smetter del tutto non si può,
Mica posso chiuder la fabbrica.
Però li ascolto.
COnsidero le loro richieste.
Intanto suonano i white stripes.
Bravi.
Sono in due,
lui alla chitarra, lei alla batteria.
...ma allora al pianoforte chi cazzo c'è?


 

Postato da: LeoPazienza a 22:01 | link | commenti |

mercoledì, 14 settembre 2005




C'è chi dice che i miei testi son poesia.
Altri dicono è merda.
Io non l'ho ancora deciso.

C'è chi mi ha detto di scrivere di qualcosa,
non parlare sempre di te Leonardo,
sta roba è sempre autoreferenziale.

Bè si.
I bambini sniffano la colla.
E se io parlo di me o delle torri gemelle,
i bambini continueranno a sniffare la colla.
Pertanto.
Cazzo cambia se al posto di Leonardo metto Francesco?

Te pensa che io sia Francesco, anzi
pensa che io sia Leonardo che scrive di Francesco
e così bello che risolto.

Geniale.
Ecco poi ci son quelli che mi dicono geniale.
Bene, dico io, mi regali un miliardo?
Nessuno che me lo regala, ma nemmeno un euro.
Che dovrei pensare?

Postato da: LeoPazienza a 18:03 | link | commenti (1) |

sabato, 10 settembre 2005





Moderazione.
Serve moderazione.
veleno è ok ma troppo è abuso.
ABSUE
ABUSE
sono ben rappresentato da questo termine.

Scrivo perchè mi stava sul cazzo rileggere
il mio ultimo testo.
Quindi ne metto un altro.
COme un bel cappello.

Un cinturone marrone e ai piedi gli stivali.
Quando ero piccolo aprivo la domenica del corriere
sulla pagina di James Dean
Come lui. Proprio così.

A quattro anni con le idee chiare.
Sono stato un cowboy fino ai sei.
Con gli stivaletti di cuoio portati dall'america dallo zio
ci avrei dormito.

Ho capito da subito che i miei nemici non sarebbero stati gli indiani.
La pistola nel cinturone era per sparare ai demoni.
Alle paranoie. A tutto quello che avrei scoperto di brutto
nel mondo.

primavera estate autunno inverno e poi ancora primavera.

FIno ad arrivare qui,
con una cicca di sigaretta fatta amano in bocca.
solo tabacco. solo tabacco biondo
di cui non dico la marca.

Fino ad arrivare qui.

E fuori c'è un giorno di sole.
Non sono felice. Non sono riuscito ad essere costante nello studio.
Ora è tempo di studiare sodo.
Se stai indietro poi devi correre.

Però oggi è confortevole.
Non lo è stato il giorno che lo diceva la Pao_.
lo è oggi.
Non è il momento per aprire parentesi sulla Pao_.
Forse ci saranno.
Patto di onestà con questo blog.
Solo e sempre sincero.

Dico però che almeno tre rughe in viso me le ha
disegnate lei, poi ha buttato la matita.

Fino ad arrivare qui.

Non sono fragile.
sono il mio unico nemico.
sono la cosa più pericolosa per me stesso.

I subsonica. Ascolto i subsonica. I tipi fricchettondiscotecari.
Bravini.
Alle volte possono far al caso mio.

Fuori è un giorno di sole.
Si avvicina l'ora del tramonto.
Oggi è come se fossi  romantco.








Postato da: LeoPazienza a 17:46 | link | commenti |

venerdì, 09 settembre 2005




Sono tornato al veleno,
perchè come per magia è stato il veleno ad inseguirmi.
Non son ancora in grado di dire no.

Poi sto come il coccodrillo
mentre sfuma il resto
e ogni cosa si nasconde nuovamente

Non ho voglia di spiegare oltre perchè
è come aprire il sipario sul proprio fallimento.
Non volevo smettere. Non l'ho mai detto.
Era solo una condizione.
Però qualcosa stava cambiando.

Dipende da te.
Umano troppo umano.

Ma adesso non è il momento.
Non si cambia dandosi una scrollata.
Non basta.

Quello che dice smetto di fumare e smette.
Quello che gli danno diecimila euro per
un disegno.
Quell'altro cinquemila per un'idea.

Leonardo semplicemente travolto da sè stesso.
come al solito.
Peggio che un treno in corsa.

Ma adesso non è il momento.

Perchè oggi non è ieri
e in mezzo qualcosa stava cambiando.
Un fiocco col nodo
e le manine di una scimmia urlatrice che lo slegano
repentine.

Cade tutto.
Tutto era così umanamente precario.
Nemmeno il vezzo del fil rouge
o di Un'Arianna.

Ma adesso non è il momento.

Un orecchino trovato per strada.
Vale di più la mia benedizione.
Perchè io sono il re.
Sullo skateboard verso l'ufficio postale.

Io sono il re.
E il buco stasera sa d'insoddisfazione.
E Giulio Cesare è stato accoltellato.








Postato da: LeoPazienza a 01:18 | link | commenti |

mercoledì, 07 settembre 2005


Ieri è stato un buon giorno.
Come una bambina che corre sui sanpietrini con gli zoccoletti.
Tic tac tic tac
per arrivare dal gelataio e dire voglio un gelato al limone.
E pagare 3 euro.
Cazzo. 3 euro per un gelato.
Già mi cadono i coglioni.

PErò Rino Gaetano la musica meditativa tibetana e anche Nek
si si, Nek, lo sfigato, Che però ieri poteva starci.

Ho fatto cose creative e mi sono innamorato.
PEr un intero pomeriggio, innamorato.
Non serve baciarsi con la lingua per innamorarsi un pomeriggio.
Basta intrecciarsi su un foglio di carta da pacco.
Due pennelli tre colori ed un unico disegno.

Non me lo aspettavo perchè manco nè avevo voglia.
Possibile sorridere senza veleno?
Oh si. Leonardo anche tu puoi far qualcosa come gli altri.
E se ti metti al pari loro evitando di distruggerti
i polmoni e il cervello, il tuo nome fa rima con Giulio Cesare.

Ti hanno mischiato all'oro.
Ti hanno mischiato con la mirra.

Sorridiamo insieme.
Lasciamo che un organetto francese accompagni
i passettini della bimba sui san pietrini.
Voglio anch'io un gelato al limone
e un succo di frutta ll'albicocca.

E non ho detto veleno. Non ho detto veleno.
Inganno le mani ritualizzando un tabacco biondo,
non dico il nome, pubblicità non ne faccio.
Mai. Stocazzo.

Lei si porta ddosso un nome biblico ed è una hippie
di ventunanni.
a ventunanni si vive entusiasti, il futuro puzza ancora di nuovo
puzza ancora di possibiità che fan l'amore con la fantasia.
Ecco ho amato questo.

Le mie rughe di ventisettenne con l'anima di un bicentenario
e i suoi sorrisi pieni di speranza.
Piccolina continua a sperare.
Continua sempre.

Il mondo fa schifo solo se visto coi miei occhi
nei tuoi è diverso. Nei tuoi è azzurro.

Se avessi fatto sesso avrei rovinato tutto.
L'assenza di sesso, ecco questo è amore
rivoluzionario, questo è amore romantico.

Non importa se finisce la sera stessa, alla stazione,
coi treni che vanno e i treni che arrivano.
Va bene così.

E adesso piove.
E adesso l'estate è andata via davvero.
E io mi sento meglio.
Lo schifo è passato.
Non è finito lo so, è solo passato.

Ma giulio Cesare poteva perdere una battaglia
ma non la guerra.
La vinco io sta cazzo di guerra.

la bimba con gli zoccoletti è cresciuta
e non vuole più il gelato, vuole un piercing e
magari dell'LSD.
Va bene così.
Stai attenta solo a non fottertelo del tutto il cervello.
Stai attenta per piacere.

Oggi sono un padre preoccupato.
Ieri ero un figlio ribelle e randagio.
Questo è il mondo.
E ok, posso ascoltare anche Nek e scrivere
una poesia che non sa di poesia, ma di terra bagnata
di bosco di montagna dopo la pioggia
di funghi e licheni, di muschio

e sotto a un pino da solo, abbandonato,
un nano.
Un nano con la barba bianca e il vestitino rosso.
Ciao Nano.
Ciao Leonardo.

Postato da: LeoPazienza a 15:15 | link | commenti (1) |

lunedì, 05 settembre 2005



DIo che nostalgia.
CHe palle.
La vita in melodramma.
La vita che salta con l'asta.

Suona qualcosa come un organetto francese.
MI suona qualcosa come un requiem in testa.
Non lo dire.
Non lo dire e basta.

Ma tanto cosa me ne frega.
Serve lucidità per produrre.
Serve determinazione per perseguire obiettivi.
E dopo ti senti meglio?
e dopo ti senti meglio?
dimmelo cazzo, dopo ti senti meglio?

Il mio dio ha architettato un mondo
con un pennarello nero e un foglio.
SOlo questo.

Vorrei avvelenarmi.
NOn me ne frega niente.
Vorrei solo avvelenarmi.
PEr scoprire che tanto nemmeno il veleno è la soluzione giusta.
Ma almeno il rito.
Il sapore.
L'effetto.

Che diavolo di uomo sono?
che diavolo.

Doman viene pure la tipa per dipingere.
Non ho un cazzo di voglia di vederla.
Se solo mi potesse portare quello che desidero.
Se solo.

In fondo non è una richiesta così esagerata.
C'è chi vorrebbe il mondo sotto ai suoi piedi.
Io vorrei solo del veleno verde.
E più lo voglio più mi sento nel buco.

Non si esce dal buco.
Il buco ha le sbarre.

Di nuovo malinconia.
No, non è depressione.
é una lacrima tatuata sotto all'occhio sinistro.
é una marionetta.

Datemi la soluzione. Datemela
in chilogrammi di veleno verde.
Una casa di veleno verde.
Un divano di veleno verde.
Ah, mio dio, quanto scava sta roba nella testa.

LIBERATEMI!!!!

NO caro.
Se vuoi liberati da solo.
E allora di nuovo voglio.
Ora capisco Cocteau,
ora capisco le sue illustrazioni.
Il getto d'acqua della doccia.
L'organetto francese.

Il tipo che scrive dieci saggi in un anno.
E allora fottitelo sto mondo dl cazzo.
Crea un angolo dove rinchiudere i reietti
e arredalo di veleno verde.
E non vi romperò più le scatole.

Una voragine.
Voglio il veleno.
Voglio il veleno.
Voglio il veleno.

Postato da: LeoPazienza a 20:58 | link | commenti |

domenica, 04 settembre 2005




Quattro settembre.
Io ero convinto fosse il cinque ma poco importa.
Ieri era il ventisei agosto, oggi il quattro settembre.

Succedono cose. Non succede niente.
Se ogni volta che la terra fa un giro su stessa è qualcosa che succede
bè allora ne succedono tante.

Ho ricominciato a sognare.
Si son svegliati recettori che dormivano.
Se potessi li riavvelenerei. Non è una scelta.
Solo una cazzo di condizione.

No alla guerra.
No alle tariffe telefoniche maggiorate.
No all'aumento delle sigarette.
No al proibizionismo.
No al proibizionismo.
No al proibizionismo.

Io li ho visti i politici, sulle barche in sardegna, e si infarinavano
oltre che farsi gli spinelli.
Che le leggi valgano solo per noi?

Se solo potessi, distribuerei forconi e badili e
vi guidrei a sfasciare tutto.
Oggi serve questo. BASTA BASTA BASTA!

Sto mondo fa schifo ed è governato da gente schifosa.
Che muoiano!
Loro come tutti gli stronzi senza nome che muiono tutti i giorni.

Serve che ci svegliamo.
Serve che anche chi ha la bella macchina e il telefonino si
renda conto che avere la macchina e il telefonino non significa essere liberi.

Oggi poi ho letto un messaggio che mi ha fatto un effetto strano.
Come se qualcuno mi leggesse davvero.
Tu, che so che mi leggi, ecco, questa frase è per te, non posso molto io,
però in mezzo a qualcosa che non so se è poesia o cos'altro
e finchè non sarà cancellato sarà eterno,
io ti dedico la mia sostanza.

Sono a metà sigaretta.
Alcune sono più buone di altre,
dipende dall'orario. Dipende dallo stomaco.

Ascolto i Cure.
Non mi sono mai vestito completamente di nero
per dimostrare qualcosa, però
a ventisette anni è possibile scoprirsi simpatizzanti dei dark?

NEgli anni ottanta ci sarebbe bastato poco per sentirci di appartenere a qualcosa.
Oggi è diverso.
Oggi i vestiti servono per coprire l'uomo
e meno c'è l'uomo, più servono vestiti.





Postato da: LeoPazienza a 19:05 | link | commenti (1) |