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venerdì, 26 agosto 2005



Ultimo domicilio conosciuto.
Frase che è venuta da sola. Così. Appena prima di cominciare a scrivere.
è che pensavo che ci sono posti dove è ancora estate. Dove è sempre estate.
Essere tristi è una costante che riguarda una netta minoranza.
Invece adesso Sono tutti tristi.
Io ero triste anche prima.
Ma attenzione perchè dire che si è tristi è un brutto affare.
Non vale la pena. Non vale niente.
Il triste è nullità.

Estate.

Basta legger scandendo le sillabe per accorgersi di quanto le pubblicità
la politica, in una parola PROPAGANDA si prenda spazio nelle nostre teste.
Non voglio dirlo perchè di messaggi promozionali qui non ce ne saranno mai.
A meno che non riguardino l'arte.
Ma non quella commerciale. Quella tutta mercato e gallerie pettinate.
L'arte di chi se la sente. Quella che poi non riconosce nessuno.
Quella che si trova lontano dai luoghi d'arte.
Insomma l'arte laddove non esiste arte. Quindi, nessun arte.

Estate.

Che per qualche povero stronzo ha a che fare con l'astinenza.
L'assenza. L'emotività fottuta. Ridere piangere a seconda di come cazzo.
A seconda di come cazzo.
E poi ci si sente delle merde. E poi ci si rimette a rincorrere.
E poi non c'è soluzione e ci sono le mura attorno.
E questi stronzi qui stanno soli tutto il tempo.
Stanno soli quando sono avvelenati. Stanno soli quando bramano il veleno.
Stanno soli quando muoiono. Anche se la loro non si pò chiamar vita.

Ultimo domicilio conosciuto.
L'eterno ritorno degli zombie.


Postato da: LeoPazienza a 19:21 | link | commenti |

lunedì, 22 agosto 2005




Aspetto una buona novella.
Cioè, aspetto che qualcosa cambi le cose.
Non che sia l'attesa dello stolto, io produco assai.
Però ognitanto sembra di stare su una linea.
Poi ci sono le zanzare. Le tigri.
E anche le armi chimiche servono a poco.
Questa cosa dovrebbe far riflettere.

Poi anche se non c'entra nulla credo che la guerra in Iraq sia sbagliata.
Credo che non ci dicano la verità e pertanto propongo
di ritirare subito le nostre truppe.
Meglio dirlo che tacerlo insomma.


Postato da: LeoPazienza a 18:33 | link | commenti |

giovedì, 18 agosto 2005




Bella merda
il solito.
Accartocciati nello spirito.
Assuefatti nel midollo.
Niente di romantico.
Nessuna cazzo di poesia.

Questo è uno sputo.
Questo è uno sputo.

Che poi una flebo nelle tempie con l'umore di un'estate
col rumore.

amici miei. Non c'è un cazzo di nessuno.



Postato da: LeoPazienza a 20:48 | link | commenti (1) |

domenica, 14 agosto 2005




Cazzo sembra autunno.
Mi si è attaccato addosso come un maglione di lana che brucia.
Mica è facile adesso staccarselo.
Pure Sad Lisa e your song.
E le spiagge vuote e un po' di vento.
Come quando vai al mare d'inverno e le sdraio son tutte piegate in un angolo.

Ottobre quest'anno è un gigante.
Già tende le mani e abbraccia tutto.
A Milano poi, il sole se lo son fregati.
Ce l'ha in camera qualcuno e
tutti gli altri rimangono al buio.

é poprio autunno.
Anche il tormentone dell'estate ha perso di credibilità.
Anche quelli abbonzati davvero non sono più convinti.
questo è quanto.

Postato da: LeoPazienza a 17:49 | link | commenti (3) |

giovedì, 11 agosto 2005


MI laureerò qualche mese prima di aver compiuto ventinove anni.
Decisamente in ritardo.
Ritmo africano il mio di studio.
Fin ora ho fatto un paio d'esami all'anno. Non mi sono sprecato.
Ora farò un anno da studente modello.
All'alba dei ventisette Leonardo mette un po' di coscienza.
Matura lentamente.
Come il buon vino.
Come Mick Jagger.

Postato da: LeoPazienza a 18:33 | link | commenti (1) |

martedì, 09 agosto 2005




Centottanta all'ora.
WroooOOOOOOAAAAAAAAAAAAM.

Postato da: LeoPazienza a 20:22 | link | commenti |

domenica, 07 agosto 2005


Sarebbe bello uscir di casa e incontrare qualcuno.
Uno a caso. Una donna.
Una sconosciuta che ha degli occhi compatibili ai tuoi sguardi.
Che magari è un po' depressa anche se è agosto,.
Ecco poi quasi magicamente conoscersi, sentirsi simili,
ed esser meno depressi. GIusto per agosto.

Praticamente come nei film.
Che poi esci e gli unici sguardi che incontri son quelli di
una città. Un po' triste. Un po' puttana.

I film dovrebbero prenderci meno per il culo.
O forse lo stesso Dio avrebbe dovuto evitare di
appiopparci la fantasia. è lei che sfotte.

Facciamo finta che questa sia una strada
e le parole scritte il mio sguardo.
Sei te che sto cercando?
I film contagiano anche il virtuale.
Immagini romantiche da fazzoletto di carta umido.
Ecco rimane questo dell'amore e della comunione

un fazzoletto di carta umido.

Postato da: LeoPazienza a 11:46 | link | commenti (1) |

giovedì, 04 agosto 2005



E adesso che senso ha scrivere?
dimme lo tu.
Per piacere non essere banale.
Il 4 agosto c'è chi è depresso, malinconico, abbandonato.
In primo luogo forse da sè stesso.
Quando dico che sono il peggior nemico di me stesso.

Che amara desolazione.

Non c'è spazio nemmeno per illudersi che domani poi forse.
Domani un cazzo.
Oggi come ieri. Domani come oggi.

Dov'è l'amore la serenità il lieto vivere?

è possibile che sia così una merda il mondo.
Eppure no. Non è una merda.
Non lo percepisco come tale.
è più un gioco complesso del quale ancora non ho capito un cazzo.
E bada perchè saper le regole, non significa saper giocare.

La tragedia è confronto.
La commeda svago.

Che cazzo è il 4 agosto senza prospettive?
Poi avevo un'altra idea
ma si è suicidata.
Si è impiccata.
Che morte del cazzo.

Postato da: LeoPazienza a 00:00 | link | commenti |