SaR in Fernanda Pivano (18 ...
SaR in Scrivere una poesia ...
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visitato *loading* volte
Il mio oroscopo è sempre in ritardo di un giorno.
quello che dovrebbe accadermi domani, accade sempre oggi.
Che poi è sempre frutto di interpretazioni.
Famosi perchè lo dice l'oroscopo.
Mavaf.
Strano il tempo.
Credo che sia sempre oggi.
In fondo sono al passo con il nulla.
Ho fatto qualcosa che non mi aspettavo di fare.
Qualcosa che non avrei mai pensato di fare.
C'entra una con tre nomi che non vorrebbe mai sentire.
Mi è piaciuto.
Non posso dire cosa. Sarebbe troppo ripido lo strapiombo
in cui farei cadere il senso comune. la comune morale.
Sia chiaro. Non ho fatto del male a nessuno.
Non si tratta di cose violente.
Una cosa dolce. Tenera.
Come se per capire bisognasse spingersi oltre,
fino all'altra sponda.
Volevo scrivere tutti i giorni qui.
Non tanto perchè un diario lo richiede ma perchè mi piaceva l'idea di esser costante.
Poi mi son accorto che ho già saltato un giorno.
In realtà per me è ancora ieri.
La mezzanotte è come la linea d'arrivo, l'oggi corre per dodici ore
poi la sorpassa e diventa domani.
Facciamo finta che per una volta inciampi, oppure si fermi a riposare,
e si addormenti sotto a un albero di ciliegio.
Ecco quella volta l'oggi rimarrebbe ieri. e domani sarebbe ancora oggi.
Sotto al ciliegio immaginario che cresce in camera mia, questo pomeriggio
ho fatto l'amore con Monica. Più appropriato sarebbe dire c'ho scopato.
Non la amo. Nemmeno lei mi ama. Non mi piace nemmeno molto. La trovo
giusto attraente quanto basta per.
Siamo stati bene. Ci siamo procurati piacere io maschio lei femmina, come
in un film porno. Senza farci domande. Senza dirci niente.
Poi già sta sera ognuno è sul suo binario.
Il mio è un binario morto.
Credo che questa sia una patologia di solitudine.
A ventisette anni non è concesso chiedersi cosa fare da grandi.
A ventisette anni bisognerebbe avere grandi progetti.
bene. vaffanculo.
Ho pensato che sarei potuto essere uno scrittore.
Cioè avrei potuto fare lo scrittore.
Invetare storie, dar vita a personaggi.
Poi però non è così semplice. Riesco a malapena a tener il filo del discorso dando retta
ai miei pensieri.
Ecco potrei scrivere un romanzo di un ragazzo di ventisette anni che dà retta ai suoi pensieri
li condivide con chi capita. Con chi il destino ha piazzato sulla sua strada.
Sarebbe più complesso poi decidere chi sono quelli che incontra.
Ognuno ha una vita con sfumature contorni e un contesto che lo identifica.
Potrei scrivere di un ragazzo di ventisette anni che a sua volta scrive dei suoi pensieri.
Potrei farlo vivere in un mondo parallelo. Una dimensione simile al reale ma che reale non è.
Ecco in questa dimensione potrebbe incontrare qualcuno e quel qualcuno
basterebbe osservarlo per descriverlo.
Forse i miei pensieri non sono miei, ma sono della mente di uno scrittore che mi sta dirigendo
come fossi la sua orchestra.
Magari il mio scrivere è preceduto dai due punti e le virgolette, come se per darmi voce dovesse usare
la terza persona. Lui, cioè io. Cioè qualcosa che si perde a seconda che il punto di vista focalizzi
il reale oppure la favola. Il lato bianco oppure il nero.
Potrei scrivere che i romanzi non si sa se sono a colori o in bianco e nero.
Ma forse i lettori di oggi vogliono altro. A chi può importare del pensiero di un ventisettenne.
Della sua coscienza a ruota libera. Non è certo un caso letterario. Non è Melissa P. Non ha mai fatto pompini.
A guardar bene non ha nemmeno mai scritto un romanzo.
Ma i pittori fanno i quadri per arredare i soggiorni?
Io dico di no.
Il valore artistico irrompe sulla scena e un salotto
si trasforma in qualcosaltro.
Una famiglia borghese riunita per cena sotto al
quadro "KarmaBoy" di LSB.
Adoro i suoi quadri.
Un artista ha la sua arte che lo salva.
Però se la sua arte non è accettata soffre.
Si chiede sarò artista davvero?
Io credo di esser l'artista del nulla.
Lo creo con tutta la passione e l'ispirazione
che servono per i capolavori.
Oggi è un oggi poco diversi dagli altri.
L'immagine del come bisogna essere si è fatta così grande e ingombrante che impossibile
assecondarla. Emularla. C'è troppa distanza.
Cosa c'è in mezzo tra coloro che "contano" e quelli che non contano un cazzo?
GIusto la voce dell'inutilità. Delle aspirazioni che si frustreranno.
Mi interessa che quella voce in qualche modo parli.
Non è semplice esibizionismo o egocentrismo.
QUi non c'è nessun valore artistico. Non c'è un cazzo di niente.
Essere sinceri è accettare il nulla.
Un diario comune mi annoierebbe.
Ci sono i miei pensieri. Sconnessi e frammentati così
come sono quando mi si formano in testa.
Sarà che son nel mio tempo. E il mio tempo che
appare così tanto blasonato in copertina,
già in seconda pagina puzza di cancrena.
Ci sarano dei ragazzi in spiaggia che si divertono.
Ci saranno ragazze abbronzate con le tette e il culo.
Faccio un sorriso sarcastico.
Poi finisce che ci si fa una sega. Poco altro.
Certo io sono qui davanti al pc.
Non saprei con chi uscire. Non mi interessa vedere nessuno di quelli che conosco.
Non trovo stimoli positivi da nessuna parte.
Mi avveleno.
Vista da fuori la mia vita fa schifo.
Però io ci son dentro. Son qui. Fumo. Scrivo.
Il resto che si fotta.
Credo che potrei esser romantico.
Certo come trascurare il nichilismo.
La morte di dio. la morte e basta.
Sono i secoli della morte.
La gente deve morire per affermarsi.
Come se l'esistenza fosse stata
spinta così all'estremo che esistere
uguale morire. Esisti solo se muori.
Esisti nel momento in cui smetti di esistere.
FInchè vivi. Non sei esistito.
Eppure non ho nessuna intenzione di suicidarmi.
Almeno per il momento.
Mi piace l'idea della possibilità.
DI fatto la coscienza non chiama.
Le droghe servon ad assopire la coscienza.
Non so se è il modo giusto per cominciare questo blog.